Scheda del libro.

Libri della stessa collana

L'autore: Robert Graves

I miti... a cura di lORD mURDER

I miti greci... a cura di lORD mURDER

Il mito della creazione

Il mito pelasgico della creazione

Il mito omerico e orifico della creazione

Il mito olimpico della creazione

Due miti filosofici della creazione

 

 

 

Robert Graves                   Torna al sommario...

I MITI GRECI   Longanesi & C.                    

Traduzione di Elisa Morpurgo

Presentazione Umberto Albini

XIV Edizione "Il Cammeo 1999"

 

Copyright@ 1955 by Robert Graves

 

Pagine: 722

Lire 40.000 I.I.

ISBN 88-304-0923-5

Copyright@ 1955 by Robert Graves

 

Della stessa collana  Torna al sommario...

    circle.gif (412 byte)I miti pellerossa - John Bierhorst

    circle.gif (412 byte)I miti nordici- Gianna Chiesa Isnardi

    circle.gif (412 byte)I miti egizi - Boris de Rachewiltz

    circle.gif (412 byte)I miti ebraici - Robert Graves e Raphael Patai

    circle.gif (412 byte)I miti indiani - Angelo Morretta

    circle.gif (412 byte)I miti delle antiche civiltà messicane - Angelo Morretta

    circle.gif (412 byte)I miti celtici - T.W. Rolleston

    circle.gif (412 byte)Oracoli - Philipp Vandenberg

 

L'autore      Torna al sommario...

Robert Graves (Londra, 1895) è autore di oltre 130 opere tra romanzi, saggi critici, raccolte di poesia, riadattamenti. Dopo aver insegnato letteratura inglese, ha vissuto per più di mezzo a Majorca, dove ha scritto i suoi libri di maggior successo e dove si è spento nel 1986. Fra le sue tante opere tradotte in italiano:

circle.gif (412 byte)Io Claudio (1935), 
circle.gif (412 byte)Il divo Claudio e sua moglie Messalina (1936), 
circle.gif (412 byte)Sette giorni fra mill'anni (1954), 
circle.gif (412 byte)La figlia di Omero (1856), 
circle.gif (412 byte)Una goccia di veleno (1959), 
circle.gif (412 byte)La dea bianca (1962), 
circle.gif (412 byte)e - con R. Patai - I miti ebraici (1969).
I Miti  Torna al sommario...


Prima della scienza, prima della religione, c'è il mito.  Robert Graves.

Il mito, come anche la religione, è un bisogno che già le prime tribù sentivano per imporre il divieto di incesti, per convincere se stessi e gli altri dell'esistenza di un essere superiore che vegli e si occupi della comunità, e un mezzo per tramandare tradizioni orali di generazione in generazione. In tutti i casi comunque, la parte più viva del fenomeno rimane pur sempre avere alla base un racconto molto spesso vivace e fantastico. La mitologia greca è senza dubbio la più conosciuta ed apprezzata. Interessantissima, a mio avviso, è anche la mitologia nordica, tradizioni germaniche che narrano di uomini invincibili, dei ambiziosi e un sottobosco di nani, elfi e valchirie mescolate a creature demoniache, magie etc.... Anche la mitologia Indiana è quantomeno stuzzicante, e sicuramente la più ricca e confusa a livello di narrativa. Non a caso infatti ci sono ben "trentatrè milioni" di dei, per non parlare poi, di quella egizia, assirica etc...

I Miti greci Torna al sommario...

Un libro che si snoda su 171 capitoli, che parte da "IL mito della creazione", fino ad arrivare a "Il ritorno di Odisseo".Ogni capitolo contiene un mito ed è composto di tre sezioni. Ciascun mito è dapprima narrato, e ogni paragrafo distinto da una lettera in corsivo nell'ordine alfabetico. Segue la lista delle fonti, numerate in base ai riferimenti indicati in ogni mito. Vengono infine i commenti esplicativi, divisi in paragrafi distinti in numeri progressivi in corsivo. Per spiegare a grandi linee quanto detto sopra, faccio un banale esempio. Nella primissima parte della mitologia, quella riguardante la creazione e la nascita dei maggiori dei, si narra che Zeus inghiottì Meti. Questo mito è un espediente utilizzato per riportare un fatto realmente avvenuto, ossia gli Achei che soppressero il culto e attribuirono il monopolio della saggezza a Zeus come dio patriarcale. Atena, infine, era figlia di Zeus, nata dalla sua testa, vale a dire che gli Achei fedeli a Zeus risparmiarono i templi di Atena purchè i suoi devoti accettassero la suprema volontà di Zeus. Molti miti greci rispecchiano la storia politica e religiosa del paese. Bellerofonte doma Pegaso alato e uccide la Chimera. Perseo, in una variante della medesima leggenda, vola nell'aria e decapita la madre di Pegaso, la Gorgone Medusa, così come Marduk, l'eroe babilonese, uccide il mostro marino Tiamat, dea del mare. Secondo alcuni Perseo, di cui probabilmente la forma corretta del nome è Pterseus " il distruttore", rappresentava gli Elleni patriarcali che invasero la Grecia e l'Asia Minore all'inizio del secondo millennio prima di Cristo e sfidarono la potenza della triplice dea. E ancora, Apollo che uccide il pitone a Delfi pare ricordi gli Achei che conquistarono il santuario della Madre Terra cretese. In finale, un manuale completo di tutti i miti greci, con la ricostruzione puntuale della probabili fonti ispiratorie. Conoscere la versione corretta di racconti letti sui testi di scuola è già di per se un grande traguardo, se poi ci si affianca anche le curiosità  riguardanti le motivazioni che portano alla nascita di una leggenda, bhe in cuor mio è libro che non può non essere letto.

 

Il mito della creazioneTorna al sommario...

Quello che segue sono dei brani tratti dal libro "I miti greci", precisamente i miti della creazione.

 

Il mito pelasgico della creazione  Torna al sommario...


All'inizio Eurinome, Dea di tutte le Cose, emerse nuda dal Caos e non trovò nulla di solido per posarvi i piedi: divise allora il mare dal cielo e intrecciò sola una danza sulle onde. Sempre danzando si diresse verso sud e il vento che turbinava alle sue spalle le parve qualcosa di nuovo e di distinto; pensò dunque di inizare con lui l'opera della creazione. Si voltò all'improvviso, afferrò codesto Vento del Nord e lo soffregò tra le mani: ed ecco apparire il gran serpente Ofione. Eurione danzava per scaldarsi, danzava con ritmo sempre più selvaggio finchè Ofione, acceso di desiderio, avvolse nelle sue spire le membra della dea e a lei si accoppiò. Ora il Vento del Nord, detto anche Borea, è un vento fecondatore; spesso infatti le cavalle, accarezzate dal suo soffio, concepiscono puledri senza l'aiuto di uno stallone. E così anche Eurinome rimase incinta. Subito essa, volando sul mare, prese la forma di una colomba e, a tempo debito, depose l'uovo Universale.Per ordine della dea, Ofione si arrotolò sette volt attorno all'uovo, finchè questo si schiuse e ne uscirono
tutte le cose esistenti: il sole, la luna, i pianeti, le stelle, la terra con i suoi monti, con i fiumi, con i suoi alberi e con le erbe e le creature viventi.
Eurinome e Ofione si stabilirono sul monte Olimpo, ma ben presto Ofione irritò la dea perchè si vantava di essere il creatore dell'universo, Eurinome allora lo colpì alla bocca con un calcio, gli spezzò tutti i denti e lo
relegò nelle buie caverne sotterranee. La dea poi creò le sette potenze planetarie e mise a capo di ciascuna di esse un Titano e una titanessa: Tia e Iperione al Sole; Febe e Atlante alla Luna; Dione e Crio al paneta Marte; Meti e Ceo al pianeta Mercurio;
Temi e Eurimedonte al pianeta Giove; Teti e Oceano a Venere; Rea e Crono al pianeta Saturno.Il primo uomo fu Pelasgo, capostipite dei Pelasgi; egli emerse dal suolo d'Arcadia, subito seguìto da altri uomini ai quali Pelasgo insegnò come fabbricare capanne e come nutrirsi di ghiande e cucinare tuniche
di pelle di porco, simili a quelle che ancora indossa la gente del contado nell'Eubea e nella Focide.

 

Il mito omerico e orifico della creazione  Torna al sommario...


Certuni dicono che tutti gli dei e tutte le creature viventi nacquero dal fiume Oceano che scorre attorno al mondo, e che Teti fu la madre di tutti i suoi figli. Gli Orfici dicono invece che la Notte dalle ali nere, una dea che si impone persino al rispetto di Zeus, fu amata dal vento e depose un uovo d'argento nel grembo della Oscurità; e che Eros, chiamato anche Fanete, nacque da quell'uovo e mise in moto l'universo. Eros fu un ermafrodito dalle ali d'oro, e poichè aveva quattro teste di volta in volta ruggiva come un leone, muggiva come un torom sibilava come un serpente o belavacome un ariete. La Notte, che chiamò Eros col nome di Ericepeo e di Fetonte Protogeno, visse con lui in una grotta e assunze il triplice aspetto di Notte, Ordine e Giustizia. Dinanzi a quella grotta sedeva l'inesorabile madre Rea che battendo le mani su un bronzeo tamburo costringeva gli uomini a prestare attenzione agli oracoli della dea. Fanete creò la terra, il cielo, il sole e la luna; ma la triplice dea imperò sull'Universo, finchè il suo scettro passò nelle mani di Urano. Certuni dicono che tutti gli dei e tutte le creature viventi nacquero dal fiume Oceano che scorre attorno al mondo, e che Teti fu la madre di tutti i suoi figli. Gli Orfici dicono invece che la Notte dalle ali nere, una dea che si impone persino al rispetto di Zeus, fu amata dal vento e depose un uovo d'argento nel grembo della Oscurità; e che Eros, chiamato anche Fanete, nacque da quell'uovo e mise in moto l'universo. Eros fu un ermafrodito dalle ali d'oro, e poichè aveva quattro teste di volta in volta ruggiva come un leone, muggiva come un torom sibilava come un serpente o belava come un ariete. La Notte, che chiamò Eros col nome di Ericepeo e di Fetonte Protogeno, visse con lui in una grotta e assunze il triplice aspetto di Notte, Ordine e Giustizia. Dinanzi a quella grotta sedeva l'inesorabile madre Rea che battendo le mani su un bronzeo tamburo costringeva gli uomini a lo, il sole e la luna; ma la triplice dea imperò sull'Universo, finchè il suo scettro passò nelle mani di Urano.

 

Il mito olimpico della creazione  Torna al sommario...


All'inizio di tutte le cose, la Madre Terra emerse dal Caos e generò nel sonno suo figlio Urano. Dall'alto delle montagne Urano guardò la dea con occhio amoroso e versò piogge feconde nelle sue pieghe segrete, e essa generò erba, alberi e fiori, unitamente alle belve e agli uccelli. Quelle stesse piogge fecero poi scorrere i fiumi e colmarono d'acqua i bacini, e così si formarono laghi e mari. I prmi figli della dea con un aspetto quasi umano furono i giganti dalle cento braccia: Briareo, Gige e Cotto. Poi apparvero i tre feroci Ciclopi monocoli, costruttori di mura e fabbri ferrai, che si stabilirono prima in Tracia epoi in Creta e in Licia; Odisseo incontrò i loro figli in Sicilia. I loro nomi furono Bronte, Sterope e Arge e le loro ombre vagano nelle caverne del vulcano Etna da quando Apollo li uccise per vendicare la morte di Asclepio.

 

Due miti filosofici della creazione  Torna al sommario...


Taluni dicono che prima vi furono le Tenebre e dalle Tenebre emerse il Caos. Da un'unione tra le Tenebre e il Caos nacquero la Nottem il Giornom Erebo e l'Aria. Da un'unione tra la Notte ed Erebo nacquero il Fato, la Vecchiaia, la Morte, l'Assassino, la Continenza, il Sonnom i Sogni, la Discordia, la Miseria, l'Ira, la Nemesi, la Gioia, l'Amicizia, la Pietà, le tre Moire e le tre Esperidi. Da un'unione tra l'Aria e il Giorno nacquero la madre Terra, il Cielo e il Mare. Da un'unione tra l'Aria e la Madre Terra nacquero il Terrore, la Destrezza, la Collera, la Lite, il Giuramento, la Vendetta l'Interperanza, l'Alterco, il Trattato, l'Oblio, la Paura, il Valore, la Battaglia; e anche Oceano, Metide e gli altri Titani, Tartaro e le tre Erinni o Furie. Da un'unione tra la Terra e il Tartaro nacquero i Giganti. Da un'unione tra il Mare e i suoi Fiumi nacquero le Nereidi. Non esistevano però uomini mortali; finchè Prometeo, figlio di Giapeto, con il consenso della dea Atena, non li formò a immagine e somiglianza degli dei, impastando la creta con l'acqua del Panopeo, fiume della Focide; e Atena soffiò in essi la vita.