Jeanne Kalogridis

 I romanzi della famiglia Dracula

Il patto con il vampiro

Traduzione di Gianni Pilo

 

Titolo originale: Covenant with the Vampire

@1994 By Jeanne Kalogridis

@1997 Newton & Compton editori s.r.l.

I edizione settembre 1997

Pag. 320, lit. 19.900

 

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Dal diario di Arkady Tsepesh

Dio, nel quale io non ho fede, aiutami! non credo in Te: non ci credevo ma, se devo accettare il Male infinito che sono diventato, allora prego che esista anche il Bene infinito, e che abbia misericordia di ciò che rimane della mia anima. Io sono il lupo. Io sono Dracula. Il sangue degli innocenti macchia le mie mani, e ora io attendo di ucciderlo.

Questo è il primo di una trilogia di libri, bellissimi e inquietanti. Il raffronto vuole essere fatto con il capolavoro di Brian Stoker. Chi non ricorda il famoso Van Helsing, coraggioso cacciatore di vampiri?. Bene, questo romanzo riprende la trama del best seller, ma viene narrato in formato di diario. Tale scelta rende la lettura molto più suggestiva, si capiscono meglio paure e angoscie dei singoli personaggi, e permette di rivivere uno stesso avvenimento sotto vari punti di vista.

La storia tra l'altro parte con circa 50 anni di anticipo. Di Van Helsing si parla soltanto nel terzo episodio!.

In questo primo libro vengono riportati i vari patti che il vampiro Vlad Tsepesh, Dracula, stipulò con il suo popolo prima, e con i suoi antenati successivamente. Patti che permisero a tale creatura di sopravvivere, di sfamarsi e di protrarre nei secoli avvenire il suo potere.

Gli equilibri creati nel tempo sono però destinati a sgretolarsi, da quando inizia la ribellione di uno dei suoi discendenti, Arkady Tsepesh. La sua è una scelta difficilissima, costretto a dannarsi l'anima (nel vero senso della parola!), e a proseguire la sua triste esistenza solo per porre fine all'incubo che incombe su tutta la sua discendenza.

La suggestione è tale, sin dalla prima pagina, che è impossibile non proseguire la lettura in modo quasi affannato.

Vlad Tsepesh è comunque un personaggio esistito veramente, la sua ferocia è divenuta talmente famosa che Stoker decise di rappresentarlo come un vampiro. Per quanto riguarda la leggenda di questi ultimo poi, ogni popolo ha i propri. Molti li chimano Strigoi etc... quel che conta è che sono sempre creature demoniache notturne che prosciugano del sangue umano.

Molte informazioni raccolte sono state prese dal magnifico sito http://www.ordinedeldrago.it altre dal libro di Stoker, dalla trilogia de "i diari della famiglia Dracula", etc...

 

CRONOLOGIA:

Vlad Tsepesh in un ritratto dell'epoca!

1431
(2 novembre) In Transilvania, a Sighisoara, nasce Vlad III, secondogenito del comandante delle guardie di frontiera Vlad II Dracul e della principessa ungherese Cneajna. Sarà soprannominato “Draculea”, più comunemente “Dracula” vale a dire “figlio di Dracul”. (la a finale sta per figlio di... ndr lORD mURDER!!!(

1438
Vlad II Dracul, costretto dall'inarrestabile avanzata turca tradisce il giuramento di fedeltà fatto al Sacro Romano Impero alleandosi con il sultano turco Murad II.

1440
A Iancu de Hunedoara, potentissimo nobile transilvano, viene affidato il compito di riportare Vlad II alla fedeltà imperiale.

1442
L'esercito turco invade la Transilvania passando dalla Valacchia, che però rimane neutrale. Iancu, dopo aver sconfitto l'esercito ottomano, decide di punire Dracul reo di non aver tentato di arrestare l'avanzata turca. Dracul e la famiglia si rifugiano a Gallipoli, in Turchia, chiedendo asilo al sultano che li fa però imprigionare con l'accusa di tradimento per non aver appoggiato l'esercito turco durante la guerra contro gli ungheresi.

1443
Vlad III e il fratello Radu vengono lasciati dal padre in ostaggio in cambio di un aiuto armato per tornare sul trono valacco.

1447
(novembre) Il transilvano Iancu de Hunedoara decide di vendicarsi una volta per tutte del comportamento ambiguo di Dracul, che sa essersi nuovamente avvicinato alla causa turca, e invade la Valacchia.
(dicembre) Vlad II Dracul muore assassinato per ordine di Iancu. Dracula e il fratello Radu, ormai divenuti inutili come ostaggi dopo la morte del padre, vengono condotti ad Adrianopoli.

1448
Dracula viene aiutato dai turchi vittoriosi a tornare in Valacchia e si fa nominare voivoda al posto di Vladislav II.
(novembre) Il primo regno di Vlad III è però destinato a durare solo due mesi, infatti viene spodestato da Vladislav II, tornato armato per riprendersi il trono. Dracula si rifugia a Suceava, capitale della Moldavia, presso il cugino Stefan III.

1456
(agosto). Dracula riprende possesso delle sue terre, con capitale Tirgoviste, e dei suoi diritti di voivoda di Valacchia.

1458
Matyas Corvin, figlio di Iancu de Hunedoara, viene eletto re d'Ungheria e quindi signore di Transilvania. Il nuovo monarca aumenta le sanzioni imposte ai mercanti e ai nobili valacchi, ciò non fa che aumentare l'odio di Dracula nei confronti della Transilvania, già macchiatasi dell'assassinio del padre Vlad II.

1459
(2 aprile) Dracula, stanco di sopportare le pesanti punizioni di Matyas, invade la città transilvana di Brasov impalando gran parte dei cittadini e dei nobili sulle colline intorno alla città.

1462
I turchi continuano la loro inarrestabile e violentissima avanzata e la dura resistenza valacca ha bisogno di alleati.
(aprile) Matyas incamera illegittimamente la somma inviatagli dal Papa per recarsi in aiuto di Dracula.
(11 luglio) L'esercito turco conquista la Valacchia. Inseguito dai turchi e dimenticato dagli ungheresi, Vlad Tepes si vede costretto a rifugiarsi nel suo castello di Curtea de Arges.
(26 novembre) Dracula, scappato dal castello sull'Arges e rifugiatosi in Transilvania, viene arrestato dai soldati di re Matyas con l'accusa, costruita su false lettere di alto tradimento. Il re allestisce la farsa delle lettere per avere un pretesto per imprigionare il principe valacco, unico testimone del fatto che, pur avendo ricevuto i fondi per la Crociata, non ne ha preso parte.

1473
Dracula viene liberato e nominato comandante di una nuova Crociata.

1474
Dracula, a capo di un contingente di ungheresi, conduce una vittoriosa e cruenta carica contro i turchi di Mehmed II che sono costretti ad arretrare definitivamente dal suolo valacco.

1476
(21 gennaio) Dracula, come ricompensa per le vittorie ottenute, viene ufficialmente riconosciuto come legittimo pretendente al trono valacco occupato da Basarab III, che non vuole cedere il potere e passa dalla parte nemica.
(8 novembre) L'esercito di Dracula conquista la capitale Tirgoviste, ma Basarab si rifugia nella più sicura Bucarest.
(11 novembre) Dracula, appostato fuori Bucarest, si fa eleggere da tutti i boiari valacchi presenti nuovo voivoda di Valacchia.
(16 novembre) L'esercito valacco entra a Bucarest, ma Basarab III scappa in Turchia.
(26 novembre) Vlad Dracula viene ufficialmente nominato principe di Valacchia dal Consiglio di Stato e consacrato dal metropolita di Curtea de Arges.
(dicembre) Basarab III Laiota arriva a Bucarest a capo di un contingente militare turco. Durante la battaglia contro il nemico Dracula muore assassinato probabilmente dallo stesso Basarab III Laiota che ne invia la testa al sultano turco presso la corte di Costantinopoli.

1477
(gennaio) Dracula viene sepolto nel monastero di Snagov, ma i suoi resti non verranno mai ritrovati.

Ci fu un’epoca in cui, sulle rive meridionali del Danubio, grandi cavalieri vennero convocati dal loro Imperatore per difendere la Fede minacciata dai bestemmiatori della Croce di Cristo. Il più grande di essi, conosciuto come il Figlio del Drago, fu un principe onesto e terribile, giusto e crudele. Chiamato per difendere la religione venne tradito dal fratello e abbandonato dagli alleati, ma egli, vittorioso, seppe vendicarsi ripudiando il sacro giuramento pronunziato dal padre. I suoi vassalli tremarono, il suo re lo disconobbe e la storia preferì dimenticarlo... La notte in cui salì al trono, dopo una lunga battaglia, gli astronomi di tutto il mondo registrarono la comparsa di una grande scia luminosa in cielo, essa testimoniava l’avvento di un grande Principe la cui ira si sarebbe spenta solo in un terribile bagno di sangue. Mangiò contornato dai cadaveri dei suoi traditori e ne bevve il sangue suggellando quel patto scellerato che lo sradicò dalla storia per consegnarlo alla leggenda. Dimenticato il grande cavaliere, verrà confuso con il vampiro e le nebbie del ricordo popolare disperderanno la sua vicenda stemperandone i contorni nello sfondo indistinto della calunnia e della superstizione.

Scritti dell'EPOCA 

Dovete riflettere, quando un Principe è potente e coraggioso, può far regnare la pace come e quando desidera. Se, tuttavia, Egli non ha potere, qualcuno più forte di Lui conquisterà i suoi domini e comanderà a sua discrezione.
Vlad Dracula



Non era di statura altissima, ma piuttosto forte e robusto, con un aspetto crudele e terribile, un lungo naso diritto, narici larghe e un viso affilato e rossastro, in cui i grandi occhi chiari erano incorniciati da sopracciglia nere e folte, che rendevano minaccioso lo sguardo. Il viso era rasato con cura tranne che per un paio di baffi lunghi e neri. Le grosse tempie facevano sembrare la sua testa ancora più grossa sul collo taurino e pesanti ricci neri ricadevano sulle spalle forti.
Niccolò Modrussiense, "Historia de bellis Gothorum", 1475
 


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Dracula aveva un'abitudine: quando giungeva presso il suo palazzo un emissario del sultano o del re ungherese, e questi non era vestito in modo degno o non riusciva a rispondere in modo sensato alle sue domande, lo impalava dicendogli: "Non io sono il colpevole della tua condanna, ma lo è il tuo padrone o tu stesso. Non puoi pensare male di me; se il tuo sovrano è a conoscenza della tua ignoranza e ti ha inviato al mio cospetto, da me che sono saggio, allora è il tuo signore che ti ha condannato a morte. Oppure se tu stesso sei venuto presso la mia corte senza preparati come si conviene, allora tu stesso commetti suicidio". Una volta per un ambasciatore, che si fece cogliere impreparato sui costumi della corte di Valacchia, Dracula fece preparare un palo ricoperto d'oro e inviò una lettera al sovrano recante queste parole: "Non osate mai più inviare un uomo con una mente così debole e ignorante ad un Principe saggio come me".
Racconto tedesco, XV secolo
 


Dracula era così intransigente nei propri domini che quando qualcuno veniva sospettato di un furto, mentiva o veniva accusato di qualche crimine, non aveva nessuna possibilità di restare vivo.
Sia che questi fosse un nobile, un contadino o un prete, non poteva in alcun modo sottrarsi alla giustizia. Si racconta che in una città da lui governata ci fosse una fontana dalla quale sgorgava acqua freschissima. Perché i viandanti potessero abbeverarsi con comodo Dracula aveva messo vicino alla fonte una grossa coppa d'oro ornata di pietre preziose. Per tutto il tempo in cui questo voivoda governò, la coppa rimase nella sua posizione poiché a nessuno sarebbe venuto in animo di rubarla.
Scritto russo, XV secolo
 


Invitò a palazzo tutti i poveri del suo regno e dopo averli soccorsi appiccò il fuoco al palazzo dove li aveva riuniti.
Morirono così più di duecento persone.
...
Fece arrostire alcuni bambini e obbligò le loro madri a mangiarli. Poi tagliò alle sventurate i seni e dopo aver costretto i loro mariti a cibarsene li impalò.
Manoscritto n. 806, Monastero di San Gallo, XV secolo
 


Una volta, Dracula stava banchettando contornato dalle vittime
che fece impalare dopo un lungo assedio. In quella foresta di cadaveri, Dracula si divertiva e mangiava a quattro palmenti. Un nobile inviato alla sua mensa fece un gesto di disgusto e il principe gli chiese: "Perché fai così?". Il boiaro rispose: "Perché, mio Signore, non riesco a sopportare questo odore di cadaveri". Dracula ordinò che il nobiluomo fosse impalato sul palo più alto e gli disse: "Allora starai là in alto, dove la puzza non potrà raggiungere le tue narici!".
Manoscritto II/I088, Monastero Kirillov-Belozerskij, Leningrado, 1490

 

Quella che segue è la ricostruzione dell'albero genealogico dei Tsepesh. Vista la frequenza con cui ci si accoppiava tra parenti anche stretti, è facile capire i vari bambini mutilati o morti prematuramente.

 

 

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