Con Airborne, al soccorso in montagna partecipano anche i droni

Airborne
 

Ha preso definitivamente piede il progetto Airborne, il quale ha come obiettivo lo sviluppo di droni in grado di dare supporto alle operazioni di soccorso in luoghi difficilmente accessibili come le montagne.

Il progetto è stato possibile grazie ai finanziamenti provenienti dalla comunità europea. Verrà sviluppato presso l’Università di Bologna e si prefiggerà due principali obiettivi: migliorare il precedente progetto Sherpa, implementandone la tecnologia in modo da essere prodotto in serie, e creare una rete di servizi di soccorso.

Il team che si occuperà di sviluppare questo nuovo drone è composto dal coordinatore Lorenzo Marconi del Dipartimento di Ingegneria Elettrica, Elettronica e dell’Informazione “Guglielmo Marconi”, dalla RECCO, una società svedese la cui tecnologia proprietaria utilizza il radar per trovare vittime di valanghe, dalla X-LOG, una società tedesca di ricerca e sviluppo la cui tecnologia ARTVA è stata implementata sui prototipi Sherpa, e dalla ASLATECH, l’azienda italiana che ha prodotto il quadricottero Sherpa.

Il team è completato dal CAI (Club Alpino Italiano) il quale, in qualità di utente finale della tecnologia, guiderà lo sviluppo dei droni rendendo disponibile la propria esperienza al team di progettazione. Non meno importante, la creazione della rete di servizi di soccorso in montagna faciliterà la distribuzione di base della tecnologia, rendendola accessibile a tutti i team di soccorso. Questa seconda parte del progetto sarà assistita da PlusValue, un’organizzazione britannica senza scopo di lucro specializzata nell’implementazione delle strategie necessarie per garantire la sostenibilità del progetto.

Grazie al progetto AirBorne, la modalità di soccorso tra i monti cambierà totalmente. La possibilità di salvare più vite umane e migliorare la sicurezza dei soccorritori è un risultato fondamentale in un momento in cui un numero crescente di persone, sia che si tratti di lavoro, riposo o gioco, popolano le montagne innevate.

Foto da: lanuovaecologia.it