PBKopter: arriva il drone anti zanzare

PBKopter

Quello delle zanzare è un problema che affligge non solo l’essere umano ma anche il settore dell’agricoltura nel quale ogni anno si investono delle cifre non indifferenti al fine di debellare, o quantomeno ridurre, la presenza di questi fastidiosi insetti, pericolosi anche per diverse coltivazioni.

I droni, il cui uso si fa sempre più diffuso in diversi settori, si sono rivelati utili anche sotto questo fronte. È nato infatti PBKopter, un progetto ideato da due giovani ingegneri: Carlo Ferrero (da sempre alle prese con il problema delle zanzare per via delle risaie di famiglia) e Roberto Grassi, guidati dal professore e amico Antonio Carlin. Sviluppato da PBK, il nome della star-up del politecnico di Torino, PBKopter ha visto il contributo da parte di Ipla, l’istituto per le piante da legno e per l’ambiente che in Piemonte si occupa proprio della lotta agli insetti.

Ma vediamo più da vicino di cosa si tratta. PBKopter è un drone in grado di rilasciare nell’aria minime quantità di fitofarmaci. La sua capacità di avvicinarsi alle coltivazioni e di stringere il campo d’azione alle zone desiderate gli permette di ridurre le dispersioni di insetticidi nell’ambiente, favorendo così non solo l’uomo ma anche i campi stessi e le falde acquifere. Il suo lavoro andrebbe infatti a sostituire quello impiegato dagli attuali elicotteri che, per forza di cose, sono costretti ad operare su aree molto ampie, creando un impatto indubbiamente più dannoso di quello ipotizzato per il drone.

Ovviamente, per poter essere utilizzato, PBKopter (la cui sperimentazione sarà avviata a partire da Giugno 2017) sarà soggetto al regolamento Enac, essendo a tutti gli effetti un drone da impiegare nel settore dell’agricoltura di precisione.