I carabinieri (ri)scoprono l’utilità del drone da soccorso

drone soccorso carabinieri

Nuove attività di aggiornamento sulle tecniche di soccorso per i Carabinieri del Trentino Alto Adige. Questa è stata l’iniziativa promossa direttamente dal comandante della legione Carabinieri di Bolzano, Massimo Menniti.

Per poter svolgere al meglio le nuove attività di soccorso, gli uomini dell’arma hanno collaborato con diversi enti specializzati, ovvero: soccorso alpino del Cai e carabinieri sciatori, avvalendosi anche di motoslitte nel comprensorio di Passo Oclini e di un drone Sherpa.

A quanto pare, i droni sono sempre più richiesti e impiegati nell’attività di ricerca e di soccorso. Li abbiamo visti operare durante la tragedia di Rigopiano o in occasione  del terribile sisma che ha coinvolto il comune di Amatrice e dintorni. Sono stati utilizzati dai vigili del fuoco e ora è toccato ai carabinieri più specificatamente alla Legione Carabinieri del Trentino alto Adige, come accennato poc’anzi.

Il drone Sherpa, è questo il dispositivo utilizzato per la sperimentazione del recupero di uno sciatore intrappolato in una valanga, si è subito dimostrato altamente efficiente grazie alle sue innovative caratteristiche.

Il drone sviluppato dall’Università di Bologna è stato guidato direttamente dal professor Marconi e dai risultati emersi potrebbe divenire uno strumento molto utile per il soccorso dei dispersi. Infatti da quello che si apprende, è stato già testato efficacemente nel corso di questi due anni, in particolar modo sulle nevi e in occasione di simulazione di ritrovamento di dispersi in slavine e valanghe.

Sfruttando la tecnologia Artva, il velivolo a pilotaggio remoto, oltre a fornire un occhio dall’alto fornisce altresì un supporto radio, per localizzare le persone intrappolate in caso di problemi. Naturalmente affinché questa tecnologia venga messa in pratica è chiaro d’altro canto che gli alpinisti e sciatori dovranno essere dotati di un device salvavita.