La Colombia vuole distruggere le piante di coca utilizzando i droni

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Con le colture di droga in piena espansione, la polizia della Colombia sta attivamente testando se i droni che trasportano defolianti possano efficacemente uccidere la foglia usata per produrre cocaina e ottenere il sostegno dei funzionari dell’amministrazione Trump preoccupati per la crescente diffusione negli Stati Uniti della cocaina proveniente dal paese sudamericano.

I funzionari antidroga nelle ultime settimane hanno dispiegato 10 droni nella provincia sud-occidentale del Nariño, ognuno del peso di 22 kg circa e caricati con erbicidi. Il piccolo UAV, guidato da remoto, ha distrutto centinaia di acri di coca durante il primo test. Altri e importanti test sono previsti nei prossimi giorni.

Iván Duque, nuovo presidente della Colombia, ha dichiarato di volere una sorta di fumigazione aerea dei campi di coca, cresciuti del 160% dal 2012 al 2017 fino ad arrivare fino a 516.000 acri, così come riportato dalla Casa Bianca nel mese giugno. Preferire i droni ai sistemi aerei tradizionali serve per salvaguardare le coltivazioni legali adiacenti, ma il presidente non è d’accordo sull’uso del glifosato.

“I droni consentono una precisione totale a bassa quota sopra le piante e inoltre riducono al minimo il danno e le implicazioni per terze parti”. Questo è quanto affermato da Duque in un’intervista prima di entrare in carica a giugno.

Juan Manuel Santos, presidente uscente, aveva bloccato l’utilizzo di 14 velivoli dopo le proteste da parte diversi gruppi di agricoltori, la cui salute era stata minata a causa dei pesticidi utilizzati. La Corte costituzionale ordinò quindi il divieto dopo che l’OMS aveva affermato che il glifosato poteva essere cancerogeno.