Drone contro drone e uomo contro IA: la sfida è servita!

ken loo
 

Una pista ad ostacoli, un uomo, un’intelligenza artificiale e due droni: la gara è servita!

Utilizzando una serie di comandi, Ken Loo ha spinto il suo drone fino al massimo della velocità, correndo dei rischi con acrobazie aeree e movimenti aggressivi. Il suo avversario, l’Intelligenza Artificiale progettata dal Jet Propulsion Laboratory della NASA e finanziata da Google, non era appariscente ma i suoi movimenti erano consistenti. La velocità massima raggiunta dai droni durante la competizione è stata di circa 65 km orari.

Il vincitore? Mentre l’Intelligenza Artificiale era più precisa e prendeva meno rischi, Loo invece cercava soluzioni più aereodinamiche puntando molto sull’imprevedibilità e la velocità massima. Alla fine ha vinto lui dopo un’estenuante corsa. La media del drone pilotato da Loo è risultata di 11,1 secondi a giro, mentre quella della IA che pilotava l’altro drone di 13,9 secondi.

Loo, soprannominato “Flying Bear”, è un ingegnere progettista presso Google e pilota nella National Drone Racing League. L’uomo indossava degli occhiali con una live camera che gli permettevano di avere una visuale dal punto di vista del drone.

Due anni di ricerca da parte del JPL per testare il pilotaggio di un drone attraverso la visione del loro punto di vista e capire se può essere applicata nella pratica. Quindi quale modo migliore di testare questo tipo di tecnologia se non metterla contro un umano in una corsa a tempo?

JPL ha costruito tre droni (chiamati Batman, Joker e Nightwing come i personaggi dei fumetti) e ha sviluppato un algoritmo complesso in modo che gli apparecchi potessero volare ad alta velocità evitando gli ostacoli. Il drone utilizza le telecamere per tracciare la sua posizione riferendosi ad una mappa pre-caricata.

L’algoritmo, che è ancora in fase di elaborazione, a volte ha faticato nella velocità, facendo sì che i droni perdessero traccia dell’ambiente intorno. Eppure, dove i tempi di Loo variavano da un giro all’altro, nell’IA rimanevano costanti.