Droni fuori controllo? Ci pensano i “falchi”!

drone falco
 

La natura in soccorso dell’uomo: è ciò che pensano i ricercatori di zoologia dell’Università di Oxford. In che modo? E’ risaputo che i veicoli senza equipaggio conosciuti come droni siano adesso accessibili a tutti grazie al prezzo che si è abbassato notevolmente nell’ultimo anno. La loro diffusione sta creando non pochi grattacapi alle forze di polizia e all’Associazione internazionale per il trasporto aereo degli Stati Uniti, che è alla costante ricerca di modi diversi per disabilitarli.

I falchi potrebbero essere il segreto per sconfiggere i droni. Osservando dati video e GPS del comportamento dei falchi pellegrini durante la caccia si è fatta strada l’idea di creare dei droni che intercettano e disabilitano i loro simili.

Queste specie di falchi hanno una vista molto acuta e durante la caccia la traiettoria di volo viene mantenuta per tenere sott’occhio la loro preda. Il loro modo di agire li porta ad avvicinarsi ai loro obiettivi a velocità relativamente bassa e devono adeguare di conseguenza il loro angolo di attacco. I ricercatori ritengono che questo angolo di attacco potrebbe essere utile per i droni progettati per attaccare altri droni.

Era già accaduto in precedenza l’accostamento dei volatili ai droni. Nel 2015 un’aquila in Australia ha “perforato” un drone nel cielo. Diverse forze di polizia hanno anche esaminato la possibilità di usare aquile addestrate per cacciare i droni, ma sfortunatamente sembra funzionare solo quando hanno fame o difendono il loro territorio.

Il Pentagono ha esaminato diversi metodi per disabilitare i droni, inclusi i laser e il disturbo di frequenza.