I droni diventano uno strumento di lotta alla criminalità

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I droni stanno rapidamente diventando uno strumento essenziale per la lotta al crimine, svolgono le attività quotidiane cosi come degli agenti di polizia aumentando la sorveglianza in diverse aree. Vengono utilizzati per controllare a distanza una zona di cantieri dell’East Coast dove sono avvenuti furti di mezzi pesanti, per pattugliare spiagge col rischio squali e per la scansione di quartieri colpite dall’uragano.

Ci sono però ancora delle limitazioni non solo per la loro piccola dimensione e la durata della batteria; i regolamenti federali limitano il loro raggio d’azione e la polizia si chiede sul modo di utilizzo di questa tecnologia di sorveglianza.

Il numero di poliziotti, sceriffi e agenzie di emergenza con utilizzano i droni è raddoppiato nel 2016, con quasi 350 dipartimenti che li hanno avuti in dotazione, secondo uno studio pubblicato la primavera scorsa dal Centro per lo Studio dei Droni presso il Bard College di New York.I droni permettono alla polizia di fare cose che non hanno mai fatto nemmeno con gli elicotteri che hanno un costo elevato pari a 1 milione di dollari mentre un drone con fotocamera ad infrarossi costa circa 20.000.

E’ certo però che un drone per ora non può sostituire un ufficiale di sicurezza o di trasporto perché la loro batteria gli consente di volare per soli 15 a 45 minuti e quindi non adatti per lunghe operazioni di sorveglianza.Un altro problema riguarda la privacy.

Circa un terzo degli Stati richiede alla polizia di ottenere un mandato prima di utilizzare i droni in un’indagine penale. Altri, compreso il Massachusetts, stanno valutando se fare lo stesso. A Los Angeles, la polizia, all’inizio di ottobre, ha descritto le linee guida per limitare l’utilizzo dei droni in quanto possono violare la privacy dei residenti.