Droni energivori? Non più col sistema di atterraggio ispirato agli uccelli

batteria

I droni consumer hanno diverse potenzialità: possono essere utilizzati dai vigili del fuoco per individuare gli incendi, dai tecnici per ispezionare silos chimici o centrali nucleari, dagli ospedali per trasportare sangue o organi. Questi piccoli velivoli hanno bisogno di molta energia per far girare la quattro pale che gli consentono di volare, come nel caso dei quadricotteri. Purtroppo, la maggior parte ha un’autonomia che non supera i 30 minuti.

Per cercare un rimedio a questo limite, un team internazionale specializzato in robotica si è ispirato agli uccelli. Siccome i volatili spesso rimangono in fermi sui tetti o sui rami degli alberi, possono ugualmente osservare ciò che accade intorno a loro, risparmiando energie importanti.

Kaiyu Hang, della Yale University, ed i suoi colleghi hanno creato un sistema di atterraggio molto simile ad un artiglio, il quale consentirebbe ad un drone di aggrapparsi ad un palo o un ramo, spegnere i motori e continuare ad osservare il panorama intorno.

“Ciò che abbiamo creato”, ha dichiarato Hang, “è un carrello d’atterraggio a struttura modulare che consente al drone di appollaiarsi sul alcune strutture o di appoggiarsi. In questo modo, un quadricottero potrà restare lì fermo utilizzando solo due dei quattro rotori, consentendogli di risparmiare energia”.

Naturalmente questo innovativo sistema di atterraggio è ancora lontano dalla perfezione. Uno degli inconvenienti è legato al peso che si aggiunge a quello del drone. In poche parole, al velivolo occorre maggiore energia per mantenersi in alto.

Un modo per rendere utile il sistema di atterraggio è consentire al drone di farlo in autonomia. Come? “Cercando un modo per consentire al drone di sapere dove atterrare”, ha affermato Hang. “Ecco perché stiamo abbiamo creato un sistema che integra la fotocamera al software di bordo, il quale consentirebbe al drone di decidere autonomamente dove posarsi”.