Droni per la salvaguardia fluviale? Realtà con AMBER

drone kalashnikov
 

Lo scopo del progetto europeo AMBER (Adaptive Management of Barriers in European Rivers) a cui parteciperà il Politecnico di Milano è quello di ripristinare la connettività dei fiumi e realizzare un atlante delle barriere esistenti per poterle gestire in maniere efficiente.

Al progetto parteciperanno 20 istituzioni provenienti da 11 Paesi. AMBER avrà a disposizione progetti all’avanguardia: utilizzo di DNA ambientale, droni e procedure di valutazione dei servizi ecosistemici e cercherà di coinvolgere anche la collettività con lo scopo di mappare la distribuzione delle barriere e valutare il loro effetto sugli organismi di acque correnti.

Con quasi tutti i principali fiumi europei disconnessi dal mare, la frammentazione del paesaggio fluviale è una delle cause principali delle cattive condizioni in cui si trovano gli ecosistemi di acque correnti, impedendo per esempio la migrazione dei pesci.

Questo progetto proporrà inoltre varie soluzioni al problema della connettività fluviale rivolte a numerosi soggetti tra cui le compagnie per l’energia elettrica, per la fornitura di acqua, ONG, autorità locali e comunità di pescatori. L’obiettivo è  cercare di massimizzare i benefici che la nostra società trae dall’utilizzo della risorsa idrica riducendo allo stesso tempo gli impatti ambientali.

Il gruppo di ricerca Natural Resources Management del Professor Andrea Castelletti del Dipartimento di Elettronica, Informazione e Bioingegneria del Politecnico di Milano partecipa al progetto coordinando, insieme al Joint Research Centre, la costruzione dell’atlante delle barriere e la sua validazione su scala europea. I ricercatori del DEIB contribuiscono anche allo sviluppo di modelli per il monitoraggio della connettività dei sedimenti a scala di bacino, avvalendosi anche di droni per la raccolta dati utili alla calibrazione dei modelli.