Droni, negli USA utilizzati per il contrabbando nelle carceri federali

drone per contrabbando

Oggi giorno i droni si stanno rivelando utili in tanti ambiti diversi, dalla sorveglianza all’agricoltura, fino all’intervento in operazioni di soccorso. Dall’America, ora, arriva la notizia che i droni hanno trovato un’altra frontiera d’uso.

USA Today racconta infatti che negli ultimi 5 anni, gli aeromobili sono stati impiegati almeno una dozzina di volte per azioni di contrabbando all’interno delle prigioni federali. Il giornale spiega che in queste operazioni si è tentato di introdurre all’interno delle carceri oggetti di vario genere, quali telefonini, droga e, tanto per dare un po’ di colore al tutto, anche materiale pornografico.

Tuttavia i documenti del Dipartimento di Giustizia non scendono nel dettaglio, per cui non sappiamo quante di queste operazioni siano effettivamente riuscite nell’intento. Inoltre il rapporto non spiega se ci siano stati tentativi simili (e quanti ce ne sono stati) relativamente alle strutture penitenziarie statali.

Al di là di tutto, però, quel che è certo è che i droni per operazioni di contrabbando non rappresentano una novità vera e propria, anche se ovviamente nei fatti riportati da USA Today si parla di operazioni molto particolari, poiché finalizzate ad introdurre materiale di vario genere all’interno delle prigioni.

Un caso simile avvenne nel 2014, quando la polizia australiana fermò l’azione di un drone impiegato nel contrabbando di droga. L’anno successivo, invece, nel South Carolina, le autorità scovarono un drone impiegato in un tentativo di contrabbando di marijuana.