Droni salvavita, 16 minuti più veloci dei servizi di emergenza

droni salvavita

Oltre che essere motivo di divertimento, i droni stanno assumendo un ruolo sempre più importante e più serio. A ricordarcelo è una ricerca condotta dal Karolinska Institute di Stoccolma, secondo cui un drone potrebbe essere il miglior alleato per salvare la vita in caso di arresto cardiaco.

Test effettuati sul campo dimostrano infatti che un multicottero da trasporto, con defibrillatore incorporato, può arrivare con circa 16 minuti di anticipo rispetto ai tradizionali servizi di emergenza. In pratica, un drone è molto più veloce nel trasporto di prodotti salvavita rispetto a quanto non lo sia un’ambulanza.

La ricerca è stata condotta utilizzando un modello di drone sviluppato in Svezia e dotato per l’appunto di un defibrillatore di tipo automatico (DAE); parliamo di un drone che è stato progettato appositamente per poter essere utilizzato anche da un’utenza non professionista, così da permettere di intervenire a chiunque, vale a dire anche a personale non medico.

Quello dei droni salvavita è quindi un comparto che si preannuncia in forte ascesa, anche perché non sottovalutiamo un dato estremamente importante, e cioè che ogni minuto successivo a un arresto cardiaco riduce del 10% le possibilità di sopravvivenza!

Avere un margine di anticipo di ben 16 minuti, quindi, può davvero salvare la vita. I dati parlano chiaro: nei 18 test di volo, il drone ha registrato tempi medi di attesa pari a 5.21 minuti per poter arrivare a destinazione, mentre i classici servizi di emergenza ci hanno impiegato in media 22 minuti per raggiungere la persona in difficoltà. Da qui, i 16 minuti e 39 secondi di “vantaggio” fatti propri dai droni.