I droni salvano la vita delle balene rimaste impigliate nelle reti da pesca

balene

Ogni anno sono circa 300.000 i cetacei, tra cui balene e delfini, che restano impigliati nelle attrezzature da pesca subendo lesioni o addirittura la morte. Per questo motivo il NOAA (National Oceanic and Atmospheric Administration) e l’organizzazione no-profit Oceans Unmanned di Santa Barbara (California) hanno collaborato per vagliare la possibilità di utilizzare i droni per salvare la vita alle balene, particolarmente vulnerabili a causa delle loro pinne pettorali sporgenti.

Il NOAA utilizzerà dei quadricotteri dotati di videocamera per rendere il programma più efficace e più sicuro sia per gli animali che per gli umani che cercano di salvarli. Avvicinarsi alle balene impigliate è abbastanza pericoloso in quanto si agitano dal dolore.

“Immagina una corda avvolta intorno alla bocca che taglia le guance” ha dichiarato Alicia Amerson, biologa marina e pilota di droni. “Mentre la balena si dimena, la corda si stringe ancora di più attorno alle sue pinne, a volte tagliandole completamente. Non è grado di mangiare, andando quindi incontro a fame e disidratazione”. Ecco perché le squadre di soccorso sono a rischio sicurezza; le piccole imbarcazioni che utilizzano, nell’avvicinarsi alle balene, rischiano di essere ribaltate dal suo movimento di sofferenza. Lo scorso anno un soccorritore morì colpito da una di esse.

Grazie a questa nuova iniziativa, chiamata “Programma droni freeFLY”, gli UAV telecomandati sorvoleranno le balene impigliate e effettueranno riprese video per determinare la natura precisa dell’impigliamento; queste riprese live arriveranno agli equipaggi delle imbarcazioni di salvataggio i quali potranno pianificare nei minimi dettagli come e dove effettuare i tagli necessari prima di intervenire.

L’intenzione da parte del NOAA è quella di implementare il prima possibile il programma in modo tale da essere pronti per l’autunno, periodo in cui avviene la migrazione delle megattere dalle Hawaii fino alle acque dell’Alaska.