La Cina vuole creare droni da guerra autonomi sempre più potenti

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Alcuni voci fondate affermano che la Cina ha creato dei droni completamente autonomi in grado di effettuare attacchi militari mirati. I droni assassini e gli aerei senza pilota equipaggiati con fucili AK-47 vengono esportati in Asia, Africa e zone di combattimento in Medio Oriente.

Il CNAS (Center for a New American Security) degli Stati Uniti ha dichiarato di considerare questa corsa agli armamenti come una minaccia per la pace globale. La Cina si sta affrettando le operazioni per integrare intelligenze artificiali sempre più sofisticate in armi e attrezzature militari. I droni, sia quelli grandi che quelli piccoli, sono il classico esempio di come i dispositivi di armamento stiano diventando sempre più automatici.

Negli Stati Uniti, alcuni droni hanno il pilota automatico di base e svolgono compiti abbastanza basilari, come volare in cerchio attorno ad un bersaglio. Invece, la Cina mostra più aggressività quando introduce maggiori livelli di autonoma per sfruttare le capacità insite nei velivoli senza pilota.

Un esempio lampante è il Blowfish A2, drone che la Cina esporta in tutto il mondo ed in grado di avere piena autonomia per attacchi mirati. E’ in grado di eseguire automaticamente missioni di combattimento complesse, tra cui il rilevamento del timing a punto fisso, la ricognizione fissa a distanza fissa e colpi di precisione mirati. A seconda delle richieste, può essere equipaggiato con missili o mitragliatrici.

Drone blowfish 2

Drone blowfish 2

Sebbene molti droni di nuova generazione vengono gestiti in remoto, i funzionari cinesi vogliono che dispongano di un’IA (Intelligenza Artificiale) sempre più potente e maggiori capacità di autonomia. La Cina sta anche lavorando su un’intelligenza artificiale in grado di prendere autonomamente decisioni militari. Insomma, si prospetta uno scenario poco rassicurante.