La Guardia Costiera italiana utilizzerà i droni per il salvataggio dei migranti

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Danilo Toninelli, ministro dei Trasporti, ha ufficializzato lo schieramento, da parte della Guardia Costiera, dei droni durante le operazioni di salvataggio dei migranti nel Mediterraneo. “Tutto ciò grazie al decreto sulle motovedette” ha affermato il ministro. “Adesso la Guardia Costiera avrà coi droni un mezzo in più per il monitoraggio, la ricerca e il soccorso. Ma non ci fermiamo qua: daremo nuovi strumenti e più tecnologia per consentire alla nostra guardia costiera di salvare vite umane e svolgere al meglio i numerosi compiti”.

L’utilizzo dei droni appare importante, visto e considerando che solo in questo anno sono morti 1.492 migranti provenienti dal Nord Africa in direzione Europa; più della metà di queste morti sono avvenute a partire dal 1° giugno. Un totale di 564 migranti sui barconi che hanno tentato di arrivare in l’Italia sono annegati e dispersi nel mese di giugno, mentre ne sono arrivati ​​3.136: un tasso di mortalità di quasi il 18%.

Siccome il governo italiano ha preso una dura posizione verso questo flusso migratorio incontrollato, con il ministro degli Interni Salvini che ha di fatto chiuso i porti alle ONG e alle navi di soccorso internazionali, lo schieramento dei droni darà quel di più in termini di sicurezza.

Grazie alle telecamere che trasmettono live, la Guardia Costiera potrà controllare da vicino e in tempo reale eventuali presenze di imbarcazioni in evidente difficoltà, in modo da poter intervenire tempestivamente nel caso in cui i migranti siano in pericolo di vita. Però, nel frattempo, Italia e Malta hanno ridimensionato le loro operazioni di ricerca e salvataggio in acque internazionali lasciando il compito alla sola guardia costiera libica per salvare i migranti al largo della Libia.