Nel Nuovo Galles un drone salva due natanti in difficoltà

little ripper
 

Se in via puramente teorica i due sventurati bagnanti non avevano mai considerato i droni come una tecnologia appetibile, adesso dovranno ricredersi. Infatti è grazie ad uno di questo velivoli senza pilota se possono di nuovo baciare la terraferma che avevano momentaneamente abbandonato.

I due bagnanti australiani, dopo essere stati spazzati via dalle onde al largo della costa del Nuovo Galles del Sud, si sono salvati grazie all’intervento di un bagnino locale che gli ha inviato un dispositivo salvavita galleggiante attraverso un drone. Una nuova sperimentazione da parte dei bagnini della zona quindi, con l’utilizzo di un drone chiamato Little Ripper.

Il velivolo è dotato di telecamere e di un software in grado di riconoscere non solo i natanti, ma anche di rilevare gli squali nelle vicinanze.

Mentre si esercitavano a trasportare dispositivi di salvataggio con i droni, hanno ricevuto una richiesta di soccorso. Utilizzando la telecamera a bordo del drone, il supervisore Jai Sheridan ha individuato i due nuotatori, ha posizionato il velivolo su di loro e gli ha consegnato il dispositivo di salvataggio.

Il supervisore, in una intervista, ha dichiarato che “in due minuti sono riuscito a farlo volare nella zona di mare dove si trovavano i due bagnanti e a rilasciare loro il dispositivo”.

Grazie al dispositivo di galleggiamento, i due sventurati sono riusciti a tornare a riva. Erano stanchi e impauriti ma nel complesso stavano bene. Il salvataggio è stata la dimostrazione di come la tecnologia dei droni possieda un potenziale enorme, non solo per la sicurezza in mare, ma per tutte quelle emergenze che possono richiederne il pronto intervento, che siano uragani, terremoti o alluvioni non ha importanza.