Olanda, fallito il progetto delle aquile abbattitrici di droni

aquile anti-droni
 

La polizia olandese ha deciso di privarsi dell’ausilio delle aquile per combattere i droni, in pratica “licenziandole”. Questo perché sono ritenute sia troppo costose che indisciplinate per essere efficaci. I test effettuati nel 2015 avevano dato buoni frutti e lo scorso anno la polizia olandese aveva annunciato l’utilizzo di alcuni stormi per abbattere i droni ritenuti troppo pericolosi per la popolazione, come quelli che a volte volano in prossimità degli aeroporti.

Ma ora la forza piumata è stata radicata, con la polizia che ha capito che la domanda per i loro servizi non era molto alta, e il loro mantenimento era più costoso del previsto. Acquistati come pulcini, vennero addestrati da una compagnia specializzata chiamata Guard From Above, la quale si era autoproclamata “la prima compagnia al mondo ad utilizzare i rapaci per intercettare droni ostili”.

I video di presentazione della polizia olandese con gli uccelli che prendono il volo per abbattere i droni afferrandoli con gli artigli e portandoli a terra erano diventati virali. Nella pratica poi, le aquile spesso e volentieri non facevano ciò per cui erano state addestrate.

Le preoccupazioni iniziali si sono subito rivelate: le aquile non si comportano esattamente come si pensasse al di fuori delle loro zone di addestramento. La “forza alata” ha avuto due uscite pubbliche a Rotterdam e Bruxelles, ma non è mai stata mobilitata effettivamente.

La polizia ha detto che non solo erano stati costretti a rinunciare alle aquile per quanto riguardava i droni ma anche per fiutare fuochi d’artificio illegali, resti umani e sigarette di contrabbando. Non è stato quindi possibile rendere questi animali “operativi” così come si era sperato.